A partire dal 2025, i contribuenti italiani che lavorano sotto il regime forfettario non saranno più soggetti all’obbligo di ricevere la Certificazione Unica (CU) per i compensi percepiti. Questa significativa modifica normativa è stata introdotta con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti fiscali e ridurre la burocrazia per i professionisti e le piccole imprese che adottano questo regime fiscale agevolato.
Perché i contributori forfettari non riceveranno più la Certificazione Unica nel 2025?
Il motivo principale per cui i contribuenti nel regime forfettario non riceveranno più la Certificazione Unica a partire dal 2025 è che non sono soggetti a ritenute d’acconto. Questo aspetto è fondamentale per comprendere il cambiamento:
- Nel regime forfettario, i redditi percepiti non subiscono ritenute alla fonte da parte dei committenti, quindi non c’è la necessità di attestare trattenute fiscali tramite la CU.
- I contribuenti forfettari calcolano e versano in autonomia l’imposta sostitutiva dovuta, senza il coinvolgimento del sostituto d’imposta (committente).
- L’eliminazione dell’obbligo per i committenti di emettere la CU per i forfettari riduce il carico burocratico sia per chi eroga i compensi sia per chi li riceve.
Questa semplificazione si inserisce all’interno di un più ampio processo di digitalizzazione e sburocratizzazione della fiscalità italiana, con l’obiettivo di rendere la gestione fiscale più snella ed efficiente.
Quali sono le principali novità per i forfettari nel 2025?
Oltre alla soppressione della Certificazione Unica per i contribuenti forfettari, il 2025 porta con sé altre novità importanti:
- Obbligo di fatturazione elettronica per tutti
Dal 1° gennaio 2024, l’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso anche ai forfettari, eliminando le precedenti esenzioni per coloro che avevano ricavi inferiori a 25.000 euro annui. Nel 2025, questa norma sarà ormai un regime, consolidando l’uso del Sistema di Interscambio (SdI) per tutte le transazioni. - Possibile riduzione della soglia del regime forfettario
Ci sono ipotesi di revisione della soglia di accesso al regime forfettario, attualmente fissata a 85.000 euro di ricavi annui. Alcune proposte di riforma fiscale potrebbero abbassare questo limite per differenziare meglio i piccoli contributori dalle imprese più strutturate. - Monitoraggio dell’Agenzia delle Entrate sui dati fiscali
Con la crescente digitalizzazione delle dichiarazioni fiscali e l’uso obbligatorio della fattura elettronica, l’Agenzia delle Entrate avrà un controllo sempre più capillare sui redditi dichiarati dai forfettari, con una riduzione dei margini di errore o evasione.
Cosa cambia per i committenti che pagano i forfettari?
Per chi commissiona lavori a professionisti o imprese in regime forfettario, l’abolizione della Certificazione Unica significa:
- Meno obblighi fiscali : non dovremo più preoccuparci di produrre e trasmettere la CU per i compensi corrisposti ai forfettari.
- Meno errori e sanzioni : La CU è spesso causa di errori formali e sanzioni per omissioni o ritardi. La sua eliminazione riduce questo rischio.
- Gestione più semplice dei pagamenti : i compensi erogati ai forfettari non richiedono alcuna trattenuta o comunicazione fiscale specifica, semplificando la contabilità aziendale.
Come dichiarare i redditi senza la Certificazione Unica?
Anche senza la CU, i contribuenti forfettari dovranno comunque dichiarare i propri redditi nel Modello Redditi PF (ex Unico). Per farlo, dovrà basarsi su:
- Il totale delle fatture emesse nell’anno fiscale.
- I pagamenti effettivamente incassati (principio di cassa).
- Eventuali deduzioni o agevolazioni previste dalla normativa vigente.
Inoltre, grazie alla fatturazione elettronica, l’Agenzia delle Entrate dispone già di tutti i dati relativi ai redditi percepiti, il che semplifica il processo dichiarativo e riduce il rischio di errori.
Domande frequenti sulla CU 2025 e il regime forfettario
1. Devo richiedere comunque la Certificazione Unica ai miei clienti?
No, a partire dal 2025 i contribuenti forfettari non dovranno più ricevere la CU, in quanto non soggetti ritenuti d’acconto.
2. Cambiano le modalità di pagamento per i forfettari?
No, i compensi continueranno a essere pagati senza ritenuta d’acconto, esattamente come avviene attualmente.
3. Questa modifica riguarda anche chi lavora con la Pubblica Amministrazione?
Sì, anche i compensi ricevuti da enti pubblici non necessitano più della Certificazione Unica per i forfettari.
4. Saranno previsti altri adempimenti in sostituzione della CU?
No, il sistema di fatturazione elettronica ei controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate sostituiscono la funzione della Certificazione Unica per i forfettari.
Conclusione
L’abolizione della Certificazione Unica per i forfettari dal 2025 rappresenta un passo avanti nella semplificazione fiscale, riducendo gli oneri amministrativi sia per i professionisti che per i committenti. Con l’obbligo di fatturazione elettronica già in vigore e il monitoraggio sempre più accurato dell’Agenzia delle Entrate, questa misura rientra in un piano di digitalizzazione e snellimento degli adempimenti fiscali. Per i contribuenti in regime forfettario, la gestione della propria contabilità diventa più semplice, senza la necessità di attendere certificazioni dai clienti per completare la dichiarazione dei redditi.